Maria, come madre di Gesù Cristo, era venerata come intermediaria tra l’umanità e Dio, e la sua figura divenne centrale nell’arte sacra e nella devozione popolare. Durante questo periodo, la rosa era già considerata un simbolo di purezza e bellezza, e la sua associazione con la Madonna si consolidò gradualmente.
È noto come la Vergine venisse invocata con appellativi quali rosa mystica, rosa fragrans, rosa novella, rosa das rosas, ossia “rosa tra le rose”. Come ricorda il celebre storico francese Jacques Le Goff, secondo San Bernardo la Vergine era simboleggiata “tanto dalla rosa bianca, che indica la verginità, quanto dalla rosa rossa che rende sensibile la sua carità”. D’altra parte, il fiore era non solo simbolo mariano, ma anche cristologico, richiamando la passione e il sacrificio del Messia.
L’iconografia della Madonna della Rosa non cessò poi di svilupparsi nei secoli successivi, nelle grandi stagioni del Rinascimento e del Barocco: Botticelli, Raffaello, il Parmigianino e Caravaggio contribuirono alla variazione e all’arricchimento del tema.
Noi conserviamo una raffinatissima scultura in avorio, scolpito a tutto tondo, del XVII secolo. L’origine è francese. In quest’opera è raffigurata la Madonna sorreggente, con la mano sinistra, il Bambin Gesù col globo crucigero; la rosa, nella mano destra, è come venisse porta allo spettatore.
